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giovedì 31 gennaio 2019

Radiomicrofoni digitali: meglio o peggio?

Radiomicrofoni digitali: meglio o peggio?


Questo articolo esamina i problemi speciali che i microfoni in relazione ai sistemi di trasmissione digitale possono fornire se non sono progettati bene.


Conoscenza raggiunta: conoscerai i vantaggi e i possibili svantaggi dei sistemi wireless digitali.

Quando parliamo di un microfono wireless, dobbiamo considerare questo dispositivo come composto da due diversi componenti: un microfono e un trasmettitore radio (e naturalmente ci deve essere un ricevitore da qualche parte per completare il sistema).

Negli ultimi decenni abbiamo più o meno imparato come affrontare la situazione di avere una capsula del microfono analogico e circuiti collegati a breve distanza da un'antenna che irradia onde radio modulate FM. Se entrambi i microfoni e i trasmettitori sono progettati correttamente, la trasmissione può avvenire senza introdurre alcun rumore sostanziale. Ora, tuttavia, è diventato comune utilizzare i cosiddetti sistemi digitali senza fili.
 

Perché i sistemi digitali?

In un sistema digitale senza fili la tecnologia digitale viene applicata sia all'elaborazione del segnale del percorso del segnale audio che alla modulazione della frequenza portante.

La conversione dell'audio analogico nel dominio digitale lascia una possibilità di migliorare la gamma di frequenze, in pratica da DC a 20 kHz. Anche la linearità e la gamma dinamica possono migliorare dalle tecniche digitali. Normalmente il segnale analogico viene convertito in un formato digitale lineare, ad esempio 44,1 kHz / 24 bit (> 1 Mbps). Ciò tuttavia contiene troppe informazioni da modulare, quindi viene applicato un algoritmo di riduzione del bit; in questo modo si riduce il flusso di bit che riduce nuovamente la larghezza di banda del segnale radio.

Normalmente i sistemi digitali disponibili forniscono una trasmissione stabile con una potenza di trasmissione inferiore rispetto ai tradizionali sistemi FM.

Un ovvio vantaggio di un segnale modulato digitalmente è la possibilità di trasmettere un segnale criptato che riserva l'audio alle orecchie intese a sentirlo e nessun altro.
 

Qual è la differenza tra la modulazione analogica FM e digitale?

Il principio di trasmissione è lo stesso in entrambi i sistemi analogici e digitali: una portante a radiofrequenza (RF), tipicamente nell'intervallo MHz - GHz, è modulata dal segnale da trasmettere.

Quando si utilizza la modulazione FM analogica si fa molto per mantenere la frequenza modulata di un canale di trasmissione entro i limiti di segnale audio. È il livello del segnale modulante che determina la deviazione di frequenza; se non c'è modulazione, viene messa in onda solo una frequenza portante vuota. Aumentando il livello del segnale LF si ottiene una maggiore deviazione di frequenza su entrambi i lati della frequenza portante di base e una larghezza di banda più ampia. Lo spazio occupato da un canale dipende dalla deviazione di frequenza consentita. Idealmente questo non dovrebbe mai superare ± 75 kHz nella trasmissione FM analogica di alta qualità. La larghezza di banda del singolo canale è direttamente correlata al numero possibile di canali all'interno di una data banda di frequenza.

Nel sistema di trasmissione digitale, tuttavia, abbiamo ancora una frequenza portante modulata. Ora il vettore è modulato per riflettere il codice digitale, in pratica zeri e uno. Allo stesso tempo la modulazione dovrebbe essere il più efficace possibile. Ad esempio, la trasmissione con meno energia fa sì che le batterie dei trasmettitori durino più a lungo. Ridurre la larghezza di banda del segnale fa spazio per più canali. La correzione dell'errore o le tecniche a basso errore possono comportare una trasmissione più stabile.

Ora ci stiamo avvicinando alle tecniche che sono più probabilmente applicate nei prodotti della vita reale.

La quadratura di sfasamento in quadratura (QPSK) è una tecnica un po' più complicata, tuttavia consente un flusso di bit relativamente alto per una data larghezza di banda e con un ragionevole tasso di errore. Una tecnica come questa viene utilizzata non solo per i microfoni wireless digitali, ma anche per altre comunicazioni radio digitali come le connessioni Bluetooth.

Per rendere stabile la trasmissione viene applicata una codifica differenziale, nel senso che l'informazione non è espressa dalla fase assoluta, ma dal cambiamento di fase. Questo è chiamato QPSK differenziale.

L'idea di base è che nessun valore finisce a zero. .
 

Quali sono gli svantaggi del wireless digitale?

Un ovvio svantaggio relativo a tutte le tecniche digitali è la latenza. Tuttavia, la quantità di latenza non è molto, in genere nell'intervallo da 3 a 5 ms. Ciò corrisponde al microfono posizionato da 1 a 2 metri più lontano rispetto a un microfono cablato (senza ritardi).

In alcuni ricevitori il rumore di base sembra essere più alto rispetto ai sistemi analogici. Ciò vale soprattutto se l'uscita è al livello del microfono. I DAC utilizzati nel ricevitore devono essere di alta qualità, a basso rumore.

La potenza inferiore immessa nell'antenna del trasmettitore è in realtà un vantaggio. Questo dovrebbe garantire meno rumore indotto nei circuiti audio. Tuttavia, il rumore introdotto - quando presente - è un po 'più fastidioso rispetto a quello di un sistema analogico.
 

Che cosa significa l'RFI dal wireless digitale?

Tutti i tecnici audio sanno quale tipo di rumore può generare un telefono mobile in diverse apparecchiature audio. In alcuni sistemi di microfoni wireless digitali questo rumore può essere sentito come scoppi di rumore o, in alcuni casi, una sorta di squillo ad alta frequenza.
 

Come proteggere il microfono da una RF disturbata modulata digitalmente?

In fondo si tratta di evitare che si verifichino suoni disturbanti nel segnale audio. Ciò è garantito dall'avere microfoni - e circuiti audio - che disaccoppiano tutto il rumore RF.  Tuttavia, si tratta anche di gestire i sistemi in modo appropriato, ad esempio non avvolgere il cavo del microfono intorno all'antenna, assicurarsi che il connettore del cavo del microfono sia montato in una posizione corretta, ecc.




A cura dello specialista audio Eddy B. Brixen 

mercoledì 7 dicembre 2016

Leggi sui Radiomicrofoni: la regolamentazione vigente

RADIOMICROFONI                                              

“ Tutto quello che avreste dovuto conoscere senza sapere a chi chiederlo “


L’argomento RADIOMICROFONI  è particolare e come tale necessita di alcuni importanti chiarimenti.
Cerchiamo di spiegare con parole semplici di cosa si tratta anche se il tema è molto complesso e a volte contraddittorio.
Innanzi tutto diciamo cosa si intende per radiomicrofono.
E' un apparato in grado di trasportare una informazione (Voce) da un punto all’altro senza utilizzare fili ma bensì onde radio.
E' costituito principalmente da :

Trasmettitore:      E’ l’apparecchiatura che trasmette via radio l’informazione
Deve avere alcune caratteristiche precise quali Potenza, Frequenza, Banda occupata
Tipo di Modulazione (Solitamente FM), Massima deviazione
Ciclo di funzionamento ecc.

Ricevitore:            E’ l’apparecchiatura atta a ricevere e decodificare l’informazione trasmessa
La caratteristica fondamentale è la frequenza di funzionamento oltre che la sensibilità, selettività e altro.
Negli apparati professionali il ricevitore è formato da due sezioni uguali e distinte in modo da scegliere automaticamente il segnale che arriva con maggiore intensità (Sistema True Diversity) spesso dopo essere stato riflesso in maniera differente dagli ostacoli circostanti

1) La prima caratteristica è la Frequenza (o Frequenze) di funzionamento.
Fino a pochi anni fa, prima dell’avvento del Sistema DVB-T (Digital Video Broadcasting - Terrestrial), vi era una propria vera giungla dove ognuno si arrangiava come meglio credeva pur di riuscire ad avere la possibilità di una trasmissione e ricezione senza interferenze.

Principalmente le trasmissioni avvenivano (e avvengono tuttora) in banda VHF (Very Hight Frequencies) che vanno da 30 a 300 Mhz o UHF (Ultra Hight Frequencies) che vanno da 300 a 3000 Mhz.
Queste sono bande destinate dal PNRF (Piano Nazionale Ripartizione Frequenze vedi nel web questa voce) principalmente alle trasmissioni Televisive, Ponti radio, FM e altro pertanto non attribuiti come Servizio Primario per le trasmissioni dei radiomicrofoni.
Per Servizio Primario s’intende quel servizio per il quale l'uso è prioritario e consente fra le altre cose di essere tutelato in caso di Interferenza.

Quindi i Radiomicrofoni NON possono essere sono tutelati.

I canali televisivi analogici in realtà non occupavano l’intero canale ad essi riservato, ma essendo una trasmissione a “Banda laterale parzialmente soppressa” (o vestigiale) davano la possibilità entro certi limiti di utilizzare una zona del canale abbastanza libera e senza avere grosse interferenze, ma era, comunque, FUORILEGGE.

Con l’avvento del DVB-T  l’intero canale assegnato è interamente occupato (non è possibile in questa sede affrontare i motivi tecnici per cui avviene questo) e non vi è più la possibilità di trovare uno spazio libero.
(Vedremo in seguito che piccoli spazi sono ancora disponibili).


frequenze radiomicrofoni


2) La seconda caratteristica è la Potenza di trasmissione
Apriamo una piccola parentesi, dicendo che il campo elettrico irradiato è dovuto sia alla potenza del trasmettitore che al guadagno dell’antenna.
La potenza viene misurata in Watt ERP (Effective Radiated Power) ed è dovuta alle due componenti.
L’antenna, spesso per problemi di ingombro, è contenuta dentro al corpo del trasmettitore ed è di piccole dimensioni e può essere solo assimilata ad un dipolo o sottomultipli (Lamba/2 – Lambda/4) il cui guadagno è basso, quindi la potenza di trasmissione è dovuta principalmente alla potenza del trasmettitore.
Solitamente le potenze sono dell’ordine delle decine di milliwatt (10 mW o 50 mW)

3) Deviazione massima, Banda occupata, Ciclo di Funzionamento
Ogni trasmettitore non può eccedere nella massima deviazione consentita perché ciò comporta distorsione, occupazione abnorme del canale adiacente, difficoltà del Ricevitore a restare sintonizzato, ecc.
Per quanto riguarda la Banda occupata essa è fissata come massima a 200 Khz, ma può essere anche meno.
In teoria sarebbe sufficiente almeno il doppio della massima frequenza audio da trasmettere cioè ipotizzando un massimo di 15 Khz potrebbe essere almeno 30 Khz.
Nei trasmettitori a banda stretta infatti è di 50 Khz come margine di sicurezza, ma per i nostri scopi è fissata a 200 Khz per avere un migliore rapporto Segnale/Rumore e qualità di segnale
Per Ciclo di funzionamento si intende il tempo in cui l’apparato è attivo.
Nel nostro caso è sempre il 100%

La stragrande maggioranza dei prodotti in commercio sono FUORILEGGE perchè non rispettano le regole e le direttive
(Principalmente per frequenza e potenza di funzionamento)
nonostante vengano regolarmente venduti.

E allora che fare?

 Innanzi tutto vediamo quali sono attualmente le normative in vigore.
A tale proposito è utile vedere cosa dice la Gazzetta Ufficiale Nr. 35 del 12/2/2005
Per i nostri usi è utile vedere a pag 19 dove elenca gli
“apparati a corto raggio utilizzati come radiomicrofoni”
legislazione italiana sui radiomicrofoni




Escludiamo gli apparati con distanza fra i canali di 50 Khz (Non è esatto parlare di canali perchè non esiste una canalizzazione. Comunque….. ).
Osserviamo la banda 470-854 Mhz. Essa è occupata dalle trasmissioni del DVB-T per cui si possono utlilizzare solo gli spazi infracanale per avere almeno una trasmissione con un certo margine di sicurezza
Ve ne sono 49 con una BW (Bandwidth - Larghezza di banda) di circa 400 Khz ognuna
frequenza per radiomicrofoni



Foto esplicativa di come viene occupato lo spettro dal segnale DVB-T
Rimangono i "buchi" fra un canale e l'altro di circa 400 Khz





Molto interessante anche la banda 863-865 Mhz.
Sono disponibili ben 2 Mhz che, in teoria, potrebbero contenere 10 emissioni
 (In pratica per ottenere un minimo livello di guardia è ragionevole ipotizzarne 9)


Potenza utilizzabile
Vedi    Interfaccia 10 alla Gazzetta Ufficiale (pag. 3)


Marchio CE

Apparati senza marchio CE
Non possono essere utilizzati ! (Non ci sono altri commenti)

Apparati con marchio CE
Da non confondere con apparecchiature provenienti dall’Oriente che hanno tale scritta che indica invece China Export.

Sono apparecchiature che devono rispettare alcune regole e determinate caratteristiche.
Devono avere sempre indicato l’organo accreditato (di solito il laboratorio predisposto alla verifica delle caratteristiche tecniche) indicato da un numero fra parentesi tonde ed, eventualmente, il simbolo del punto esclamativo (!) che indica “Alert”, limitandone l’uso a seconda del paese.
Devono avere sempre allegata la Dichiarazione di Conformità.



Di seguito anche le Disposizioni  di Legge odierne
riguardanti gli apparati LPD e SRD  per uso professionale e non professionale

 

Low Power Devices - LPD

Apparati che impiegano frequenze di tipo collettivo, senza alcuna protezione, per collegamenti a brevissima distanza con apparati a corto raggio.
Non sono soggetti né alla autorizzazione generale né alla dichiarazione di possesso con contributo amministrativo annuo, e quindi sono di libero uso. Rientrano in questa tipologia gli apparati descritti all'art. 105, comma 1, punti da a) a o) del Codice delle comunicazioni elettroniche, tra cui ad esempio: sistemi per rilievo di movimenti, di allarme, telecomandi dilettantistici (radiomodellismo), applicazioni induttive, radiomicrofoni a banda stretta e non professionali, ausili per handicappati, applicazioni medicali di debolissima potenza, applicazioni audio senza fili, apriporta, radiogiocattoli, per l'individuazione di vittime da valanga, per telemetria, ricetrasmettitori portatili (potenza max 10mW), mouse e tastiere senza fili, ecc.

Short Range Devices – SRD

 Apparati di debole potenza per uso professionale

Rientrano in tale tipologia gli apparati installati ed utilizzati in ausilio ad associazioni, strutture o imprese industriali, commerciali, artigiane e agrarie, comprese quelle di spettacolo o di radiodiffusione, per gli scopi di cui all'art. 104, comma 1, lettera c), del Codice delle comunicazioni elettroniche.
Per questi impieghi è necessario ottenere l'Autorizzazione generale che si consegue previa Dichiarazione di cui all'articolo 107, comma 10, debitamente compilata e presentata all' Ispettorato Territoriale, di persona o a mezzo posta, completa degli allegati descritti nel modulo stesso. Si raccomanda di mantenere copia della Dichiarazione presentata.
Per ulteriori informazioni è possibile contattare gli Ispettorati Territoriali del Ministero dello Sviluppo Economico – Comunicazioni

Concludendo :
Pur essendo possibili valutazioni diverse, più o meno restrittive, delle norme vigenti (Si rimanda per l'interpretazione legislativa all’Ispettorato Territoriale di competenze) non vengono fatte differenze fra operatori professionali e non professionali. anche se, a mio modestissimo parere, la legge fa questa distinzione.
Quindi :
1)                          Se sei un operatore non professionale dovresti utilizzare apparati LPD
2)                          Se invece sei un operatore professionale (Services audio, Imprese industriali, Commerciali, Agrarie e Artigiane (in particolare quelle per lo spettacolo), puoi utilizzare gli apparati SRD.
A tal fine è necessario seguire le seguenti procedure:

a.       Compila l'Allegato 19 di cui all’Art. 107  Comma 10 spedendo il tutto All’Ispettorato Territoriale Competente del Ministero dello Sviluppo Economico (Vedi indirizzi sul sito del Ministero dello Sviluppo Economico (MISE) e di seguito evidenziata.

b.      Effettua il pagamento in base al Numero degli apparati e come indicato nell’allegato

3)      Scegli fra le bande di frequenza sopra menzionate uno o più posti liberi (Almeno di 300 Khz).

Un discorso a parte meritano le seguenti apparecchiature, menzionate a titolo di cronaca

CB (Citizen Band), PMR (Personal Mobile Radio)

CB e PMR per uso dilettantistico non professionale

Sono tali gli apparati:
·                        per comunicazioni in banda cittadina (C.B.) - art. 105, comma 1, punto p) del Codice delle comunicazioni elettroniche - ex punto 8 dell'art. 334 del D.P.R. 156/73;
·                        PMR446 (Personal Mobile radio) installati ed utilizzati da persone fisiche, assimilati agli apparati C.B. ai sensi dell’art. 105, comma 1, punto p) del Codice delle comunicazioni elettroniche.
Per entrambe le tipologie di apparati è necessaria la Dichiarazione prescritta dall’art. 145, comma 3, del Codice delle comunicazioni elettroniche, debitamente compilata e presentata all' Ispettorato Territoriale, di persona o a mezzo posta, completa degli allegati descritti nel modulo stesso. Si raccomanda di mantenere copia della Dichiarazione presentata.
L’uso od il proseguimento d’uso dei suddetti apparati è soggetto al pagamento, entro il 31 gennaio di ogni anno, di un contributo di €. 12,00, indipendentemente dal numero di apparati, come indicato dall’art. 36 dell’Allegato 25 al Codice delle comunicazioni elettroniche. Qualora si decida di non proseguire l’uso degli apparati, sarà sufficiente non pagare più il suddetto contributo annuo, senza ulteriori adempimenti.
Per ulteriori informazioni è possibile contattare gli Ispettorati Territoriali
Gli esempi soprariportati si riferiscono all'Ispettorato Emilia Romagna

Sperando di essere stato esauriente, potete chiedere chiarimenti all’indirizzo di posta elettronica sottoindicato.
Non vi è alcuna responsabilità voluta o fortuita nell'avere fornito queste indicazioni.

grazie a:   Staccioli Pierpaolo

Bibliografia:
·         Ministero delle Comunicazioni
·         Manuali apparati HP
·         Manuali apparati R&S e HP
·         Rover spa
·         Rai Way

·         Marcucci spa